21 Aprile 2025 – Il Pranzo della Solidarietà alla Casa, giorno di S. Angelo: un abbraccio alla città che non dimentica.
Un appuntamento diventato tradizione, segno concreto di accoglienza e fraternità.
REGGIO CALABRIA – Si è tenuto oggi, 21 aprile, con un numero congruo di partecipanti (43) presso la Casa della Solidarietà “Sant’Angelo”, il consueto Pranzo della Solidarietà, evento entrato ormai stabilmente nel calendario delle iniziative coordinate dalle mense della Caritas diocesana. Una giornata di condivisione e accoglienza, aperta non solo agli ospiti abituali ma a tutta la cittadinanza, nel segno di una solidarietà che si fa gesto concreto e quotidiano.
L’evento, che affonda le sue radici nella storica apertura della mensa del 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, è nato nel gennaio 2009 e da allora non si è mai fermato: la mensa alla “Casa Pasquale Rotatore” e’ aperta con 25/30 partecipanti in media, e la spesa a 200 famiglie in difficoltà, è rimasta sempre attiva, anche nei momenti più difficili, persino durante le fasi più critiche della pandemia con il pranzo da asporto consegnando pasti persino agli automobilisti bloccati nel traffico all’embargo delle traghetto.
Oggi come allora, volontari, operatori e semplici cittadini si sono ritrovati attorno alla tavola per trasformare un pasto in un simbolo di dignità e comunità. Un’occasione che non è solo beneficenza, ma anche incontro, ascolto e umanità: una mensa aperta, senza barriere, in cui ognuno è accolto per quello che è, non per quello che ha.
A “Sant’Angelo”, il consueto Pranzo della Solidarietà, evento entrato ormai stabilmente nel calendario delle iniziative coordinate dalle mense della Caritas diocesana. Una giornata di condivisione e accoglienza, aperta non solo agli ospiti abituali ma a tutta la cittadinanza, nel segno di una solidarietà che si fa gesto concreto e quotidiano.
L’evento, che affonda le sue radici nella storica apertura della mensa del 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, è nato nel gennaio 2009 e da allora non si è mai fermato: la mensa di Sant’Angelo è rimasta sempre attiva, anche nei momenti più difficili, persino durante le fasi più critiche della pandemia assieme alla mensa giornaliera.
Oggi come allora, volontari, operatori e semplici cittadini si sono ritrovati attorno alla tavola per trasformare un pasto in un simbolo di dignità e comunità. Un’occasione che non è solo beneficenza, ma anche incontro, ascolto e umanità: una mensa aperta, senza barriere, in cui ognuno è accolto per quello che è, non per quello che ha.
Il Pranzo della Solidarietà si inserisce così tra le giornate speciali che, insieme al pranzo del 26 dicembre, rappresentano i due grandi momenti annuali di apertura straordinaria al pubblico, in un’opera che invece rimane quotidianamente attiva e costante tutto l’anno. La mensa di S. Angelo, infatti, non ha mai chiuso le sue porte dal giorno della sua istituzione.
Un segnale forte in una società spesso disattenta verso gli ultimi, un esempio concreto di come la Chiesa e le realtà del volontariato possano fare la differenza laddove mancano risposte istituzionali.
“Non si tratta solo di dare un pasto caldo, ma di offrire ascolto, rispetto e un luogo in cui sentirsi di nuovo parte di una comunità,” ha dichiarato uno dei volontari storici della mensa. “Qui si spezzano pane e solitudine insieme.”
In un tempo in cui le fragilità sociali aumentano e il bisogno di relazioni autentiche si fa sempre più urgente, la mensa di Sant’Angelo continua a rappresentare una luce accesa nella notte di molti. Una luce che, oggi più che mai, va custodita, sostenuta e raccontata.
Il Pranzo della Solidarietà si inserisce così tra le giornate speciali che, insieme al pranzo del 26 dicembre, rappresentano i due grandi momenti annuali di apertura straordinaria al pubblico, in un’opera che invece rimane quotidianamente attiva e costante tutto l’anno. La mensa di S. Angelo, infatti, non ha mai chiuso le sue porte dal giorno della sua istituzione.
Un segnale forte in una società spesso disattenta verso gli ultimi, un esempio concreto di come la Chiesa e le realtà del volontariato possano fare la differenza laddove mancano risposte istituzionali.
“Non si tratta solo di dare un pasto caldo, ma di offrire ascolto, rispetto e un luogo in cui sentirsi di nuovo parte di una comunità,” ha dichiarato uno dei volontari storici della mensa. “Qui si spezzano pane e solitudine insieme.”
In un tempo in cui le fragilità sociali aumentano e il bisogno di relazioni autentiche si fa sempre più urgente, la mensa di Sant’Angelo continua a rappresentare una luce accesa nella notte di molti. Una luce che, oggi più che mai, va custodita, sostenuta e raccontata. L’Associazione e’ attiva su più fronti oltre alla Mensa, con un magazzino allestito e preso in affitto di 140 m² per la donazione dei vestiti. Lo Spirito di Nuova Solidarieta’ e’ sempre vivo nell’amore verso il prossimo e degli ultimi degli ultimi nell’ottica junghiana “ si sopravvive di ciò che si riceve, si vive di ciò che si dona”.
