Le associazioni ricordano la strage di Capaci. Il Procuratore Lombardo: “La ricerca della verità è più forte del possederla”
di Francesco Scopelliti – In occasione del 33º anniversario della strage di Capaci, le associazioni Complesso Bandistico Euterpe Catona, Ce. Re. So. , Nuova Solidarietà, Libera e gruppo Agesci di Catona, hanno organizzato un concerto per onorare il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della scorta, ma soprattutto per non disperdere il messaggio di speranza di una ricorrenza che traccia, ancora oggi, un solco nelle coscienze di tutti.
Nel suggestivo ‘palcoscenico’ dell’anfiteatro del Parco della Mondialità di Gallico, che ospita la comunità terapeutica del Ce. re. so., si è celebrato un momento profondo e simbolico, testimonianza di un connubio perfetto con i valori di Legalità e Riscatto, condiviso e promosso da tutte le realtà associative organizzatrici e ai quali si ispira il loro impegno civile e sociale.
‘E…vento di speranza. Legalità e riscatto’, non è stato solo un appuntamento musicale, ma una ‘consapevole partecipazione’, che ha visto la presenza delle famiglie dei ragazzi impegnati nel percorso di recupero, insieme a quella delle più alte autorità della città.

Impattanti le parole del Procuratore della Repubblica Giuseppe Lombardo che ha lasciato trasparire un pizzico di emozione, e parlando ai ragazzi – che con la loro musica, regalavano un’atmosfera carica di significato – ha raccontato di aver conosciuto Falcone e il suo resiliente esempio, attraverso le parole di suo padre che era amico e collega del giudice ucciso nel maggio del 1992. E proprio ricordando quello straordinario rapporto di amicizia, e quel metodo di lavoro, Lombardo ha detto che, di Giovanni Falcone una delle più grandi eredità consegnateci, è l’importanza della collegialità, che è più forte di ogni individualismo, sottolienando che, negli anni ’90, oltre alla Procura di Palermo, anche la Procura di Locri, poteva vantare un pool antimafia. Tra i primi in Italia.
Il Procuratore, che tra i momenti che hanno influenzato la scelta di serivire la Giustizia, annovera certamente tra i più decisivi, quello dell’attetanto di Piazza San Giovanni Laterano (quando era studente universitario e per puro caso, in una calda notte romana di Luglio, evitò quel tragico appuntamento con la storia), ha detto ai ragazzi, che la consapevolezza dello sforzo sociale e culturale deve accompagnare, e perchè no, precedere, l’azione di repressione, perchè la lotta alla mafia non è solo un dovere dei magistrati, ma deve essere un impegno di tutti.
Infatti il Prouratore Lombardo ha spiegato che: “Falcone aveva capito che i prcessi mafiosi non sono ordinari, e che per affrontarli serve un impegno straordinario. Perchè la mafia vuole e si rafforza con il silenzio. Quello di chi sa e non parla. Di chi sa e non denuncia. La mafia non vuole la ricerca della verità, che – come sosteneva Einstein – ha una forza incommensurabile, superiore al fatto stesso di pessederla”.
Il servizio completo di seguito.
Reggio Tv a cura di Cesare Minniti e montaggio di Antonio Rieto.
